Horoskopanalysen

Da dove viene la fama oscura dello Scorpione

Presentati come Scorpione in una compagnia, e qualcuno alza le sopracciglia. «Allora dovrò stare attento» è detto per scherzo e colpisce lo stesso. Più che chiedersi se la fama sia meritata, interessa sapere da dove viene. È più giovane di quanto sembri, ed è fatta di tre parti che si possono guardare una per una.

Primo: l'animale nel nome

Fra i dodici nomi dello zodiaco questo è l'unico che viene da un animale velenoso. Un toro può incornare, un leone mordere, un granchio pizzica – ma niente di tutto questo suona come un pericolo al buio. Lo scorpione sì. Che la stragrande maggioranza delle specie non sia letale per le persone cambia poco: da noi, del resto, li si incontra quasi solo al cinema, e lì stanno dentro una scarpa.

Un nome lavora più in fretta di qualsiasi descrizione. Chi sente la parola ha già l'immagine, e quello che viene detto dopo deve prima imporsi contro quell'immagine. Il fatto nudo che sta dietro è modesto: il Sole percorre questo tratto del cerchio all'incirca dal 23 ottobre al 22 novembre. Tutto il resto si è depositato lì attorno.

Secondo: un cambio di vocabolario nel Novecento

La seconda parte si può datare con una certa precisione. Per secoli Marte è stato il pianeta di questo segno, e Marte sta per la volontà, lo spigolo e lo scontro – per il conflitto, dunque, non per gli abissi. Nel 1930 si è aggiunto Plutone. Nella letteratura interpretativa dei decenni successivi si è messo accanto a Marte nello Scorpione, in molti testi al posto di Marte, e da allora, a proposito di questo segno, si legge di potere, tabù e trasformazione. Che ruolo abbiano Marte e Plutone oltre a questo si legge alla pagina dei pianeti.

Il passaggio si può ricostruire su libri che esistono ancora: quello che è stato scritto sullo Scorpione prima del 1930 fa a meno di questo vocabolario. Un'attribuzione non è appunto il risultato di una misura. È una decisione, presa in un certo momento da certe persone, e ha spostato il tono di un segno intero.

Terzo: dodici colonne hanno bisogno di uno pericoloso

La terza parte è la meno romantica di tutte. Chi mette dodici testi brevi uno accanto all'altro ha bisogno di differenze nette, altrimenti nessuno li legge fino in fondo. Uno deve essere divertente, uno ordinato, uno sognatore – e uno pericoloso. Questo ruolo è toccato allo Scorpione perché il suo nome se lo portava dietro, e riviste, guide e film lo hanno affilato per decenni.

A questo si è aggiunta una confusione venuta dal mestiere stesso. L'ottava casa di un tema è associata per tradizione alla morte, all'eredità e al denaro altrui; nel cerchio dei segni anche lo Scorpione è l'ottavo. Case e segni sono due suddivisioni diverse, ma il numero otto le ha incollate insieme nelle esposizioni divulgative. Così il segno ha ricevuto in più un campo tematico che tecnicamente non gli appartiene affatto.

Che cosa fa una fama simile alle persone

Per chi la porta addosso ha conseguenze, e in due direzioni. Gli uni vengono accolti come se avessero già combinato qualcosa prima ancora di essersi tolti il cappotto. Gli altri il cappotto se lo mettono: un ruolo misterioso è più allettante di uno comune, a diciassette anni a maggior ragione, e chi lo porta per un po' se lo toglie poi a fatica.

Ma la cosa che accade più spesso è una terza. Una persona gentile e discreta legge una descrizione dello Scorpione, non ci si riconosce nemmeno un po' e ne conclude che in tutta la faccenda non ci possa essere nulla. Quello che in quel caso non torna non è il segno, ma la leggenda che gli è stata appesa addosso.

Una domanda per il prossimo testo

Di solito basta: questo viene dal mestiere o dal cinema? Dove si lavora con la vendetta, la seduzione e i segreti oscuri, la materia viene dalla seconda fonte. Resta allora un dodicesimo dello zodiaco a cui è toccato un nome infelice, e la domanda aperta di quanto un singolo tratto possa davvero dire di una vita intera. Come leggere i dodici tratti uno dopo l'altro si trova alla pagina dei segni zodiacali.